lunedì 27 maggio 2013

Fiumi di guerra


Dopo lo svago dei fiumi artificiali dei parchi acquatici, la tragedia di alcuni fiumi naturali in tempo di guerra.
Isonzo, Tagliamento e Piave sono tre fiumi tra i principali “protagonisti” della storia italiana sul fronte nord-orientale in occasione della Grande Guerra del ’15-’18.
Nella storia militare d’Italia l’Isonzo è ricordato soprattutto perché lungo il suo corso, tra il maggio 1915 e l’ottobre 1917, si svolsero 12 grandi battaglie contro l’esercito austroungarico.
Le prime quattro battaglie si svolsero nel 1915 ed ebbero carattere di guerra di posizione. Nel 1916, quando si profilò la minaccia sul Trentino, vi fu la quinta battaglia (11-19 marzo), in cui l’offensiva italiana venne respinta. L’attacco del 6-17 agosto (6ª battaglia) portò alla conquista di Gorizia. Le successive tre battaglie rientrarono nella fase della guerra di logoramento. Con l’11ª battaglia (17 agosto-15 settembre) l’esercito italiano realizzò una penetrazione di 10 km nelle linee di difesa nemica, ma ciò comportò numerose perdite. La 12a e ultima battaglia, meglio nota come battaglia di Caporetto, iniziò il 24 ottobre: dopo un bombardamento di artiglieria durato sei ore, l’attacco austro-germanico penetrò subito in profondità.
Il 26 ottobre 1917 il generale Cadorna ordinò alle truppe italiane il ripiegamento sulla destra del Tagliamento e la costituzione di un corpo d’armata speciale come estremo tentativo di tenere la linea fluviale. Gli austro-tedeschi, per evitare a quel punto che gli italiani si rafforzassero, attaccarono e riuscirono a forzare il passaggio del fiume a Corino e a valle di Pinzano, compromettendo tutto il settore difensivo dell’intera linea del fiume. Cadorna allora dispose che le truppe ripiegassero immediatamente al piano, mentre il 4 novembre ordinò a tutte le colonne in ritirata di raggiungere il Piave.
Ques’ultimo è noto come il "Fiume Sacro alla Patria" in memoria dei combattimenti di cui fu teatro all’epoca appunto della Prima Guerra Mondiale.
La parte meridionale del corso del fiume divenne infatti una linea strategica fondamentale contro l’avanzata austro-tedesca a partire dal novembre 1917, in corrispondenza della ritirata avvenuta in seguito alla disfatta di Caporetto.
Le battaglie del Piave in totale furono 3: la prima combattuta in due differenti fasi (10-26 novembre e 4-25 dicembre 1917), la seconda avvenuta tra il 15 e il 23 giuno 1918 e la terza (24 ottobre-3 novembre 1918) che segnò la conclusione delle operazioni belliche sul fronte italiano nella Prima Guerra Mondiale. Il successo nella battaglia di Vittorio Veneto permise a un certo punto a tutte le truppe italiane di transitare sulla sinistra del Piave, riuscendo così a raggiungere Trento il 3 novembre e lo stesso giorno, via mare, anche Trieste, quando già gli austriaci avevano chiesto l’armistizio.
Per celebrare l’evento venne anche scritta una famosa canzone divenuta ormai patromionio del repertorio nazional-popolare e ancora intonata con orgoglio dagli Alpini, La canzone del Piave:

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!
(...)”.

3 commenti:

  1. molto bello e soprattuto interessante, perchè parla dell' antichità e dei fiumin che tra di noi qualcuno li utilizza come mezzo di navigazione

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  2. grazie mille...ricerca fatta!
    COMPLIMENTI DAVVERO SCRITTO BENE!

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