venerdì 24 maggio 2013

Acqua "motore" del progresso



Cari lettori,


             oggi volevamo parlarvi dei fiumi come “motori” del progresso.

Gli antichi greci e romani furono le prime civiltà ad utilizzare la potenza dell'acqua, più precisamente dell' energia cinetica prodotta dal liquido per azionare semplici mulini ad acqua per macinare il grano.

Si deve aspettare il Basso Medioevo per la ruota idraulica, definibile come un mulino senza pale che ruotava su un punto fisso per azione della forza esercitata dall'acqua stessa.



Un progresso tecnico di enormi proporzioni si è verificato alla fine dell'Ottocento, all'epoca della Seconda Rivoluzione Industriale, in seguito all'evoluzione della ruota idraulica in turbina, una macchina motrice costruita da una ruota a pale imperniata.

L'energia idroelettrica viene in seguito ricavata dal corso di fiumi e di laghi grazie alla creazione di dighe e di condotte forzate. Esistono vari tipi di diga: nelle centrali a salto si sfruttano grandi altezze di caduta disponibili nelle regioni montane; nelle centrali ad acqua fluente si utilizzano invece grandi masse di acqua fluviale che superano piccoli dislivelli. Per far questo però il fiume deve avere una portata considerevole e un regime costante. L'energia cinetica viene poi trasformata attraverso il generatore elettrico , grazie al fenomeno dell'induzione elettromagnatica, in energia elettrica.

Nelle centrali idroelettriche di pompaggio l'acqua viene pompata nei serbatoi a monte sfruttando l'energia prodotta e non richiesta durante la notte, cosicché di giorno, quando la richiesta di energia elettrica è maggiore, si può disporre di ulteriori masse d'acqua da cui produrre energia.

La centrale idroelettrica di Trezzo sull'Adda


Nel corso del Novecento l’acqua ha perso progressivamente valore come “motore” industriale in quanto via via sostituita da altre risorse come il petrolio.

Tuttavia ancora oggi, in alcune parti del mondo, essa costituisce un’importantissima risorsa per le economie di quei Paesi privi di altre materie prime nel sottosuolo.    



Nicholas Bonizzoni, Beatrice Carminati

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